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Nonostante il ‘caso Ferragni’ resta alta la fiducia degli italiani per gli influencer


Una ricerca di BVA Doxa e Flu indaga com’è cambiato il punto di vista dei consumatori dopo il caso Ferragni

Nonostante il ‘caso Ferragni’, la fiducia degli italiani nei confronti degli influencer rimane molto alta. A certificarlo è una ricerca di BVA Doxa e FLU, realtà specializzata in influence marketing parte di Uniting Group, (coinvolto un campione user di Instagram tra i 18 e i 54 anni. Maggiori dettagli nella ricerca linkata a fondo articolo).

Il 94% degli user accede a Instagram almeno una volta al giorno (l’82% più volte al giorno) e due su tre seguono almeno un influencer, mentre oltre la metà segue più di 10 influencer.

Secondo l’indagine quasi il 90% si fida degli influencer che segue, con il 77% degli intervistati che dichiara di saper riconoscere se un contenuto è sponsorizzato o no.

Per quanto riguarda i comportamenti d’acquisto,  il 62% apprezza le sponsorizzazioni e per l’86% il post sui social è tuttora il punto di partenza di un successivo acquisto (+ 3 punti rispetto al 2022). Oltre due italiani su tre acquistano un prodotto perché l’hanno visto sponsorizzato sui social.

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A riprova di come ormai i creator vengano sempre più considerati una forma di comunicazione assimilabile all’advertising, analizzando la variazione rispetto al 2022, tra gli elementi premiati nell’azione degli influencer è in crescita di ben 4 punti la “competenza” degli stessi, che si conferma il tratto più importante insieme alla “trasparenza”.

«Gli user di Instagram confermano l’interesse, già espresso a marzo 2022, per le attività degli influencer volte a promuovere la conoscenza dei prodotti – commenta Cristina Liverani, Unit Manager BVA Doxa -. Sono confidenti di saper riconoscere quando l’influencer sponsorizza qualcosa e ricercano sempre più ‘competenza».

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Rosario Magro, COO di Flu Part of Uniting Grou, aggiunge: «Nelle ultime settimane addetti ai lavori e non si sono espressi su Caso Ferragni e più in generale sul comparto dell’influencer marketing, seppur con livelli di competenza molto differenti. Grazie alla ricerca realizzata in collaborazione con BVA Doxa vogliamo portare ad emergere il punto di vista del consumatore, determinante per comprendere se questo episodio, peraltro non propriamente definibile come attività di influencer marketing, sia stato elaborato nella maniera più corretta. I dati emersi sono certamente interessanti e sottolineano come sempre di più gli utenti dimostrano di essere lontani dalla passività che gli veniva attribuita fino a qualche anno fa. In tal senso i social networks hanno contribuito ad accelerare questa evoluzione e consapevolezza».

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