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NIQ & GfK analizza come cambiano i consumi degli italiani con il ‘Consumer Outlook 2024’


L’istituto di ricerche nato dalla fusione di NielsenIQ e GfK presenta la sua ‘Full View’ con l’ambizione di essere leader di mercato

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Un’overview su come cambiano gli acquisti degli italiani, con un incrocio di letture che vanno dal largo consumo alla tecnologia al retail, è stata l’occasione per NIQ & GfK di raccontare meglio la complementarietà necessaria per leggere la trasformazione dei consumi.

Di dati utilizzati “per capire non cosa è successo, ma cosa potrà accadere”, della necessità di una nuova granularità per misurare i consumi, della complementarietà di molteplici fonti dati e l’incrocio di due single-source come NielsenIQ e Sinottica di GfK ha parlato Enzo Frasio, AD dell’istituto di ricerche in Italia, dalla casa comune in via di ristrutturazione, insieme con Christian Centonze, Western Europe Commercial Leads, Consumer Analytics, NIQ, e Fabio Marazzi, Regional Lead Market Intelligence West South Europe, GfK.

L’occasione è stata la presentazione dell’ultima analisi di NIQ intitolata ‘Consumer Outlook 2024’ che evidenzia non solo “le difficoltà di ripresa a livello economico, ma soprattutto il distacco dai precedenti paradigmi che inevitabilmente ha comportato un cambiamento dei consumi degli italiani, ha spiegato Frasio. Una complessità che richiede, appunto, “una visione olistica e concreta del mercato”, ha aggiunto, a cui NIQ e GfK rispondono attraverso la ‘Full View’ del comportamento d’acquisto.

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Due grandi gruppi di consumatori. Dalla fotografia presentata da Centonze emergono due grandi gruppi di consumatori, uno la cui dimensione diminuisce e ha meno reddito a disposizione (le famiglie con figli) e un altro che è in crescita e con un maggior reddito disponibile (le famiglie senza figli) che impone alla grande industria di marca di farsi qualche domanda visto che tende a lavorare di più, con offerte di prodotti e con la comunicazione, sul target di famiglie con figli. Gli italiani sono più poveri soprattutto perché non crescono i salari reali e il 96% ha cambiato il modo di fare la spesa per risparmiare, con un occhio alle promozioni, mettendo meno prodotti nel carrello e scegliendo quelli con il prezzo più basso, ma non bassissimo, prestando più attenzione agli sprechi (63%).            

Stili di consumo che però diventano sempre più trasversali, in cui i cluster non sono più monoliti e di cui è importante capire meglio chi sia effettivamente la/il responsabile acquisto e che saranno affrontati il 10 aprile nel corso dell’Insights Summit organizzato da NIQ-GfK.

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Nuove priorità. Il Consumer Outlook 2024 evidenzia anche trasformazioni nello sviluppo di un paese che si apre a nuove necessità. Il 40% degli italiani dichiara che il proprio benessere è la priorità principale, il 60% sceglie un prodotto se migliore per la salute e il 53% se rispetta criteri di sostenibilità.

Scelte che, ha spiegato Marazzi, toccano non solo il largo consumo, ma anche la tecnologia di consumo e i beni durevoli settori in cui i consumatori apprezzano i dispositivi che garantiscono un alto livello di efficienza energetica e su cui potrebbe anche intervenire la Commissione Europea imponendo indici di riparabilità come quello introdotto in Francia nel 2019 e implementato nel 2021.

Sinergie. Per la realizzazione del Consumer Outlook 2024 sono state utilizzate 15 fonti dati, un dettaglio granulare che, ha spiegato Frasio, è amplificato dalla crescente capacità del nuovo panel NIQ – dopo la cessione a YouGov del Consumer Panel Services di GfK – che passa da 9mila a 16mila famiglie più rappresentativo del territorio italiano e dalla ‘proficiency bilingual’ di team capaci di attivare sinergie tra mercati.

Quanto alle ambizioni, Frasio ha spiegato che la volontà è quella di essere leader di mercato. “Siamo un player importante” delle ricerche, ha detto, ma senza fornire quote di mercato.

A.C.

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