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Le smart TV cambiano i consumi di contenuti, aumenta il paradosso della scelta e gli spettatori tollerano sempre meno la pubblicità


Per la ricerca ‘The New Life of The Living Room’ di RTL AdAlliance più del 60% a volte non sa cosa scegliere, di fronte alla quantità di contenuti disponibili, rimanendo quasi paralizzato

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La terza edizione della ricerca ‘The New Life of The Living Room’ realizzata da RTL AdAlliance, concessionaria internazionale del Gruppo RTL, evidenzia come gli spettatori europei desiderino contenuti di ampio respiro, ma si sentano sopraffatti da un’offerta soverchiante.

Più del 60% a volte non sa cosa scegliere, di fronte alla quantità di contenuti disponibili, rimanendo quasi paralizzato dal paradosso della scelta. L’indagine esclusiva fornisce una visione approfondita riguardo all’atteggiamento degli europei nei confronti dei contenuti video e, per la prima volta, ne confronta le abitudini con quelle degli spettatori statunitensi, da sempre abituati a un modello diverso di televisione.

Le smart TV hanno cambiato il modo in cui gli spettatori si confrontano con i contenuti video nel soggiorno di casa, contenuti che – a loro volta – hanno svolto un ruolo significativo nelle esperienze degli spettatori di smart TV. Da notare che l’Italia è uno dei paesi con la più alta penetrazione di smart TV con l’80%, alla pari con la Spagna e seconda solo ai Paesi Bassi (81%)

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La TV lineare, nonostante la varietà di contenuti disponibili on-demand, è ancora molto popolare, tanto in Europa quanto in Usa: oltre due terzi degli intervistati (69% in Europa, 68% negli Usa) la guarda almeno una volta alla settimana. Tra i telespettatori europei, la TV lineare è il canale di contenuti video più visto sulle TV e più della metà dei telespettatori europei dichiara di guardare la TV lineare almeno una volta alla settimana.

Lo streaming cresce più velocemente in Usa che in Europa, ma la distanza non è incolmabile: i primi scelgono sempre più spesso lo streaming, con un numero maggiore di spettatori di smart TV che guardano settimanalmente video on demand su abbonamento (SVOD 77%) e video online short-form (72%) rispetto all’Europa (rispettivamente 69% e 55%).

La pubblicità infastidisce almeno metà degli europei, mentre gli statunitensi si dicono più tolleranti: il 68% dice infatti di non essere disturbato dalle interruzioni pubblicitarie sulla TV lineare e il 70% sulle piattaforme AVoD. Tuttavia, lo studio segnala un aspetto positivo per i marketer, e cioè il fatto che gli spettatori europei sono poco disturbati gli annunci sulle piattaforme AVOD e SVOD rispetto a short-form che trovano meno favore tra il pubblico (43% in Europa e il 62% negli Usa).

Il paradosso della scelta tocca il 60% degli europei e il 64% degli statunitensi che si dichiarano a volte spaesati di fronte alla quantità di contenuti disponibili. Il che appare alquanto frustrante per chi fa della visione di video nel soggiorno di casa una delle attività preferite e chiede il maggior numero di opzioni possibili, dalla scelta del dispositivo e della piattaforma alla decisione di guardare contenuti senza pubblicità.

Le offerte in bundle stanno cogliendo questo atteggiamento: ne approfitta il 44% degli spettatori statunitensi e il 38% degli europei. Dati che per Aurélie Brunet de Courssou, Marketing Director di RTL AdAlliance, segnalano un cambiamento. Semplicità, fiducia e prossimità sono le tendenze chiave dei media che influenzano le scelte di contenuti e pubblicità. “In un clima di sfiducia nei confronti dell’intelligenza artificiale e dei social media, la credibilità e la rilevanza dei media sono fondamentali”, aggiunge Brunet de Courssou.

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