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Ipsos Flair 2024 disegna un paese divergente popolato di cittadini molteplici e contraddittori


Per la prima volta, la presentazione del rapporto Ipsos Flair è stata realizzata in collaborazione con Centromarca e in dialogo con le aziende

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Una società contrassegnata da fratture sociali, generazionali e di genere, che oscilla tra dinamismo e immobilismo, radicalismo e gioco in difesa: è l’immagine dell’Italia e degli italiani che emerge da Flair 2024, il rapporto annuale di Ipsos che da 14 anni disegna un contesto d’insieme cercando di catturare l’aria che tira.

La presentazione, per la prima volta, è stata accompagnata da Centromarca perché, come ha spiegato il suo direttore generale Vittorio Cino, “i brand non vivono nel vuoto, l’ascolto è importante e solo conoscendo il contesto è possibile innovare”. Una presenza, quella dei brand, che è stata sottolineata anche dai dialoghi con Luca Alemanno, CEO Bolton Food e Trimarine, Chiara Coricelli, presidente e CEO Pietro Coricelli, Andrea Ceraico, General Manager Red Bull, Assunta Timpone, Media Director L’Oréal Italia, e Silvia Bagliani, presidente e AD Mondelēz International Italia.

Il rapporto di quest’anno – realizzato utilizzando anche l’IA “come un’esoscheletro che ci aiuta a fare cose che prima si facevano con più fatica”, ha detto Nicola Neri, CEO dell’istituto di ricerche – racconta di un paese pieno di contrapposizioni e contraddizioni mentre attraversa un periodo di profonde e continue trasformazioni.

Fratture. Emerge un paese che ancor più dello scorso anno è molteplice e pieno di fratture: di classe, generazionali, di genere e territoriali, ha spiegato Enzo Risso, direttore scientifico di Ipsos Public Affairs.

Si allarga il divario tra upper class e ceti popolari, aumentano le distanze tra dirigenti e lavoratori, la Gen Z è in stato di stress, le donne hanno dicono che gli uomini hanno più possibilità di fare carriera, il Nord è sempre più distante dal Sud e le città dalle periferie.

A queste si aggiunge una frattura tecnologica, che non è più la contrapposizione tra analogico e digitale, ma “il portato stesso della trasformazione tecnologica che mette in crisi anche i giovani”, ha aggiunto Risso.

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Molteplicità. Contraddizioni che segnano le persone stesse, non più nessuno – da che ci sono i social -, non più “uno”, ma pirandellianamente 100mila, il che impone un altro cambio di paradigma, ha aggiunto Risso, con il passaggio dalla personalizzazione alla pluralizzazione.

Bisogno di buono. Cresce però anche il “bisogno di buono”, il desiderio diffuso di pace, di imprese mutualistiche, di riduzione del divario tra ricchi e poveri e di fine della precarizzazione. Un’epoca di “passioni inquiete”, ha detto ancora Risso, in cui si cerca leggerezza, vacanza, ludicità. Un’altra contraddizione, ma che – ha spiegato il direttore scientifico di Ipsos -, è il motore stesso dello sviluppo.

Ricominciare dal basso. Guidati dalle emozioni, le dimensioni dei fenomeni nelle percezioni dei cittadini sono sempre sbagliate, ha ricordato Nando Pagnoncelli, presidente Ipsos Italia. Il quale ha una ricetta per cercare di ricomporre le fratture: “ricominciare a ragionare dal basso, convinti di avere una responsabilità individuale, ma sottraendosi all’inseguimento del singolo per ragioni di consenso e dimenticando il bene generale”.

A.C.

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