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Come l’AI sta cambiando il mondo del graphic design


Nelle numerose liste online che indicano i lavori che l’AI potrebbe sostituire, i graphic designer spesso figurano in cima. Tuttavia, le nuove funzionalità di Adobe per l’intelligenza artificiale potrebbero cambiare questa prospettiva. Secondo Ashley Still, Senior Vice President & General Manager di Creative Cloud, gli sviluppi nella generazione di immagini renderanno il design grafico più accessibile senza necessariamente ridurre l’importanza degli artisti.

Still sottolinea che l’innovazione tecnologica può coinvolgere più persone nel campo, ma allo stesso tempo aumentare la domanda di professionisti.

Un parallelismo con l’invenzione della macchina fotografica mette in evidenza che, nonostante la pittura fosse considerata minacciata, questa scoperta ha dato vita a un nuovo tipo di espressione artistica.

Allo stesso modo, l’avvento della fotocamera digitale ha permesso a un pubblico più ampio di scattare foto, senza però rendere obsoleta la professione dei fotografi.

Tuttavia, non possiamo escludere la possibilità di futuri licenziamenti rivolti ai team di progettazione grafica che hanno affidato parte del lavoro all’AI. I recenti licenziamenti, soprattutto tra i progettisti, suggeriscono che l’IA potrebbe non eliminare il graphic design, ma certamente ne cambierà radicalmente la natura.

Come l’AI sta cambiando il mondo del design

I professionisti nel campo della progettazione grafica sono unanimi nell’affermare che l’AI ha avuto un notevole impatto. “Il panorama del design è stato cambiato irrevocabilmente con il lancio di un facile accesso a strumenti di intelligenza artificiale generativa come Midjourney e Stable Diffusion”, ha affermato Jessica Tan, Executive Director di Ping An Group.

Alcuni colleghi sono allo stesso tempo preoccupati per ciò che rappresenta questo cambiamento, mentre altri lo stanno accogliendo in maniera positiva. Ad esempio, Ben Christie, fondatore e partner di Magpie Studio afferma che il suo “team si sta divertendo molto a sperimentare con l’intelligenza artificiale, in particolare Photoshop Beta, ChatGPT e Midjourney. Inoltre lui stesso ha usato l’AI per tutto, dalle attività veloci e quotidiane come la scrittura di email ad attività più approfondite come la generazione veloce di immagini e la scrittura di codice per After Effects”.

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Connor Edwards, designer di Jack Renwick Studio, invece vede l’AI come un nuovo ed entusiasmante strumento, molto simile a Photoshop e Cinema 4D. Ma ovviamente, come ogni strumento, nota dei limiti. “L’AI non compie ancora le connessioni creative di un cervello umano – quelle osservazioni strane e meravigliose che non sono sempre logiche o a volte sono completamente basate sul caso. Fino a quando l’AI non sarà in grado di fare questi salti, è difficile vederla di più che uno strumento per aiutare le persone a eseguire le proprie idee”.

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I rischi dell’AI

Come spesso accade per ogni nuova scoperta tecnologica, ci sono sia gli entusiasti sia chi prova un senso di disagio. Mentre molti strumenti si sono rivelati utili nella vita lavorativa quotidiana, è fondamentale esaminare come questa innovazione stia plasmando il campo del graphic design e il suo impatto a lungo termine, non solo sulle metodologie di lavoro, ma anche sulla stessa essenza della creatività che ne è il fulcro.

Ci sono aspetti che destano preoccupazione. Jessica Tan afferma che: “Non è facile ignorare come il valore dell’arte e degli artisti sembri essere diminuito, visto quanto sia diventato semplice animare queste immagini con una banale linea di testo”.

La preoccupazione di fondo è che l’AI possa omogenizzare la produzione creativa. Questo perché l’intelligenza artificiale impara dagli input che le vengono forniti.

Anche le proprietà e le preoccupazioni sul copyright sono aree di interesse. “Mentre l’intelligenza artificiale raccoglie dati dalle immagini su Internet, sorgono domande su chi possiede la proprietà di queste nuove creazioni”, afferma Edwards.

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“Ci sono già problemi con IP e AI creativi”, concorda Christie, “e senza una corretta regolamentazione questo non farà che peggiorare. L’intelligenza artificiale si sta sviluppando così velocemente, sta già diventando difficile distinguere l’immagine generata dall’uomo dalle immagini generate dall’intelligenza artificiale”.

La velocità con cui l’intelligenza artificiale può produrre immagini è vista come un vantaggio, ma c’è anche un rovescio della medaglia. Elliott osserva che potrebbe portare alla pigrizia o all’eccessiva dipendenza da parte di alcuni designer, ma che potrebbe anche influenzare i clienti.

In Design Bridge and Partners, il team sta anche scoprendo che l’intelligenza artificiale può accelerare il lavoro. Ad esempio, Midjourney e Stable Diffusion sono ottimi alleati per la generazione di storyboard. Inoltre, aiutano a veicolare al cliente l’idea, in quanto aiutano a creare delle immagini significative in pochissimo tempo. Nonostante questa considerazione, c’è ancora molto lavoro da fare per essere in grado di dare all’AI una direzione precisa.

Il futuro del design

Non possiamo ancora dire con certezza dove ci porterà l’AI nel mondo del graphic design. Le possibilità potrebbero essere infinite.

I software AI sono molto spesso gratuiti, intuitivi e molto facili da utilizzare rispetto ai programmi tradizionali. Per questo motivo, la speranza è che se qualcuno è stato precedentemente escluso dall’industria creativa possa avere un nuovo mondo aperto, aggiungendo quella diversità di cui questo settore ha bisogno.

È essenziale adottare un approccio cauto. Dovremmo dare seria considerazione alle preoccupazioni sollevate da Geoffrey Hinton, spesso considerato il Padre dell’AI, in merito ai potenziali rischi derivanti dalla sua esperienza e dal suo coinvolgimento pionieristico.

L’AI può certamente essere una risorsa preziosa nel kit degli strumenti di un progettista, ma non possiamo assolutamente affermare che questa sia in grado di ricreare quella eccezionale magia creativa che si cela dietro il pensiero, il design e l’artigianato.

Tan crede che “il lavoro creativo diventerà semplificato e generalizzato, il lavoro veramente originale diventerà più raro, quindi più costoso. Il talento di alto livello sarà più difficile da trovare”.

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D’altro canto, le aziende potrebbero attirare talenti più promettenti, perché andrebbero a scomparire i compiti di progettazione più monotoni. Quindi, tutti avranno la possibilità di brillare ed esplorare la loro creatività fin dall’inizio.

Arrivati a questo punto dobbiamo chiederci: l’AI può essere ignorata? Edwards pensa “che sia chiaramente la prossima grande rivoluzione che colpirà tutti i settori, e se non impari come renderla una parte efficace del tuo processo di progettazione, potresti finire per essere lasciato indietro”.

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Ultime considerazioni sull’AI

Invece di considerare l’intelligenza artificiale come un sostituto del lavoro umano, molti leader del settore la vedono come uno strumento in grado di arricchire il lavoro umano. Questa prospettiva sembra appropriata, dato che l’AI può collaborare in molteplici modi con i progettisti. Questa collaborazione tra uomo e macchina migliorerà l’agilità, ridurrà i costi, amplificherà la personalizzazione e accelererà i tempi di sviluppo di nuovi progetti.

L’AI è in costante evoluzione, ma a causa delle attuali limitazioni dell’AI generativa, non può completamente sostituire l’esperienza dei grafici professionisti. Oltre a supervisionare l’output dell’AI, i designer saranno ancora fondamentali per dare il loro apporto creativo e creare quella connessione emotiva nel processo di progettazione. In breve, l’AI rappresenterà un valido aiuto, ma non prenderà completamente il sopravvento.

Questo non significa che dovremmo temere la perdita di posti di lavoro. L’AI eccelle nei compiti ripetitivi ma manca della creatività e del discernimento umano. Essa può solo emulare ciò che è stato fatto in precedenza.

Pertanto possiamo affermare che la creatività umana rimarrà ancora a lungo una risorsa fondamentale.



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