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“Assume that I can” in soli 4 giorni è già fenomeno globale


Le community su tutte le piattaforme social hanno rilanciato la campagna “Assume That I Can” di CoorDown con oltre 30 milioni di views solo su Instagram, 35 milioni su X, 1 milioni di like e 6mila commenti su TikTok

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In soli 4 giorni è già diventato un fenomeno mondiale il video pubblicato sui profili social di CoorDown in vista della Giornata mondiale sulla sindrome di Down.

La campagna  “Assume That I can” è esplosa tra la community di TikTok generando interazioni fuori dal comune: oltre 1 milione di like e 6mila commenti, con un impatto dirompente paragonabile solo ai tassi di engagement di profili VIP statunitensi.

A rilanciare il video su Instagram che finora ha totalizzato 30 milioni di views, tra l’account di CoorDown e quello dei partner internazionali, sono stati creator di fama mondiale, come la top model e attivista Winnie Harlow con 10 milioni di followers che seguono la sua battaglia contro lo stigma della vitiligine, l’attore Woody Harrelson a supporto di Madison Tevlin, protagonista della campagna e sua collega nel film Champion, Sofia Sanchez, attrice con sindrome di Down e interprete di Hunger Games, Caterina Scorsone, attrice della serie Grey’s Anatomy.

Allo stesso modo milioni di persone comuni hanno sposato il messaggio “Assume That I Can” e rilanciato il video sui loro profili, come nel caso di un utente di X che ha raggiunto da solo 30 milioni di visualizzazioni e 320mila like.

 

LA PROFEZIA CHE SI AUTO-AVVERA

Il punto di partenza del film sono le parole di Marta Sodano, donna con sindrome di Down di 29 anni, pronunciate alle Nazioni Unite per raccontare gli ostacoli incontrati nella sua esperienza scolastica: «Ho scoperto che in psicologia esiste un concetto, che in inglese si dice “self-fulfilling prophecy”, cioè una profezia che si auto-avvera, perciò l’insegnante che pensa che lo studente non possa capire, si comporta di conseguenza, non spiega e fa avverare la profezia. Ma per me non esistono concetti facili e difficili. C’è sempre il modo semplice per spiegare le cose. Se penso alle cose che non mi sono state spiegate e insegnante, questo mi fa arrabbiare».

E così nel video, prodotto da Indiana Production per la regia di Rich Lee, la protagonista è una giovane donna con sindrome di Down che sfida le basse aspettative che gli altri hanno su di lei e propone un ribaltamento di prospettiva: all’inizio chi ha intorno crede che non possa bere un cocktail, praticare boxe, studiare Shakespeare, andare a vivere da sola, raggiungere obiettivi importanti.

Poi a metà film la svolta: la protagonista invita con determinazione a pensare in modo nuovo e usare in senso positivo la profezia autoavverante: se credi in me, se mi dai fiducia, potrai avere un impatto positivo e allora, forse, potrò raggiungere obiettivi, anche inaspettati.

I social media di @CoorDown si stanno popolando con i video delle testimonianze reali di persone con sindrome di Down provenienti da ogni parte del mondo con gli esempi degli stereotipi che hanno dovuto affrontare e dei pregiudizi che hanno sovvertito. Un format breve che mostra come bambini, giovani e adulti con sindrome di Down possono suonare perfettamente il pianoforte, sciare, farsi un tatuaggio, tenere un Ted Talk di fronte a un grande pubblico, vincere un Emmy, ballare la breakdance, pattinare, avere un lavoro, andare all’università, vivere da soli, avere una relazione e sposarsi.

Il film “Assume that i can” è nato dalla collaborazione con l’agenzia Small di New York ed è stato prodotto da Indiana Production per la regia di Rich Lee, e la direzione della fotografia di Christopher Probst.

La musica è stata composta e realizzata da Stabbiolo Music.

La campagna ha, inoltre, il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo e di Fondazione Cariplo.





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