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, Apple mette il piede in fallo con lo spot ‘Crush!’ per il nuovo e sottilissimo iPad Pro

Apple mette il piede in fallo con lo spot ‘Crush!’ per il nuovo e sottilissimo iPad Pro


Apple ha lanciato il nuovo iPad Pro, il prodotto più sottile che l’azienda abbia mai creato, e l’ha promosso con uno spot un po’ inquietante

, Apple mette il piede in fallo con lo spot ‘Crush!’ per il nuovo e sottilissimo iPad Pro

Su queste pagine tante volte abbiamo ripreso e apprezzato la comunicazione di Apple, sempre consistente, con uno stile impeccabile e un’esecuzione sempre all’altezza.

Se non che, Apple ha lanciato il nuovo iPad Pro, il prodotto più sottile che l’azienda abbia mai creato – appena 5.1 millimetri –, ancora più potente grazie al chip M4, Ultra Retina XDR e dotato di funzioni AI. E l’ha promosso con uno spot dall’esecuzione sempre perfetta, ma un tantino inquietante.

Nel film ‘Crush!’ si vede una pressa industriale, di quelle che piace tanto guardare su YouTube stritolare qualunque cosa, che schiaccia e frantuma opere d’arte, strumenti musicali, libri, macchine fotografiche, colori e pennelli… insomma, i simboli della cultura in tutte le sue forme, sulle note di ‘All I ever Need Is You’ di  Sonny & Cher.

Con la sua solita precisione maniacale, il team creativo in-house di Apple con la casa di produzione BeGrizzlee e il regista Fernando Cardenas ha catturato in camera tutta questa distruzione, frammento per frammento.

Certo, ovviamente il tutto dovrebbe dimostrare come tutti i prodotti culturali e creativi prodotti dall’uomo in tutta la sua storia, o quasi, possano essere creati e fruiti con l’iPad più sottile di sempre.

In realtà però è successo che il pubblico ha interpretato questa metafora in modo negativo: la tecnologia che, forte di chip sempre più potenti e dell’intelligenza artificiale, schiaccia la creatività umana, a favore dell’omologazione degli algoritmi. La meticolosità della distruzione è stata vista come una mancanza di rispetto nei confronti di chi ha creato musica, parole, immagini meravigliose in tutte le epoche.

Tra i tanti commentatori del tweet del ceo Tim Cook, anche l’attore Hugh Grant che con sintesi mirabile ha scritto: “The destruction of the human experience. Courtesy of Silicon Valley”. Insomma, il pubblico ha mostrato a Apple di essere stata, almeno stavolta, ciò che da sempre l’azienda cerca di evitare, sin dal suo primo spot 1984: la big tech che schiaccia l’uomo.





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